
COMPAGNIA DI TEATRO
le voci di dentro
t a r a n t e l l a i n t r e a t t i d i e d u a r d o
con
Domenico Palmiero, Domenico Carozza, Amelia Aletta, Mariarosaria Clemente, Francesco Gualtieri, Lidia Quintavalle,
Nunzio Tedesco, Marica Crispo, Lorenzo Sparaco, Davide Stefanelli, Mattia Serino, Filippo Mastroianni, Giovanni Del Prete,
Arianna Carozza, Mario De Nardo
regia
Domenico Palmiero
Domenico Carozza
musiche originali
Domenico Angelino
scenografie Liceo Artistico "San Leucio" - FSSL scenografie direttore di scena Nunzio Tedesco
costumi Dalila d'Aiello Sara Pascarella Marica Crispo datore audio luci Daniela Merenda parrucco Pamela d'Aiello
trucco Maria Palmiero suggeritrice Dalila d'Aiello trasporti Pasquale Del Prete
trailer


I personaggi di questa commedia portano dentro l’ansia di una guerra appena conclusa, di quella violenza mai dimenticata. “Le voci di dentro” rispecchia gli umori di un’attualità spesso feroce, basti pensare ai casi di cronaca nera, crimini fascisti o il caso di Leonarda Cianciulli al quale la commedia fa un esplicito riferimento. La commedia scandaglia gli istituti della famiglia. I fatti si svolgono a Napoli, tematiche e ambienti sono quelli tipici del Teatro di Eduardo, anche se, adesso, con il “nuovo Teatro di Eduardo” – che vede la produzione della “cantata dei giorni dispari” – quella famiglia è la società, quella Napoli è il mondo e i propri problemi e le inquietudini appartengono a tutti. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria “atomizzazione della coscienza sporca” di cui Alberto Saporito si sente testimone e al tempo stesso tragicamente complice nell’impossibilità di far nulla per redimersi. E ancora oggi sembra che Alberto Saporito, personaggio- uomo, scenda dal palcoscenico per avvicinarsi allo spettatore dicendogli che la vicenda che si sta narrando lo riguarda, perché siamo tutti vittime travolte dall’indifferenza di un altro dopoguerra morale.